Microsoft 365 fa già il backup dei dati?
Microsoft garantisce che il servizio funzioni e conserva per un certo periodo ciò che viene eliminato. Non è la stessa cosa di un backup: per recuperare dati cancellati da tempo, cifrati da un ransomware o persi con un account chiuso serve una copia indipendente.
- Microsoft protegge il servizio, non i tuoi errori
- Cestini e conservazione hanno limiti di tempo
- Il modello è a responsabilità condivisa
- Un backup esterno copre cancellazioni, ransomware e uscite
Cosa garantisce Microsoft
Microsoft garantisce che il servizio sia disponibile e che l’infrastruttura non perda dati per guasti propri: replica i dati tra data center e mantiene continuità operativa. È il modello a responsabilità condivisa: il fornitore risponde del cloud, il cliente risponde di ciò che ci mette dentro, cioè dati, identità e configurazioni.
Cosa conserva, e per quanto
Gli elementi eliminati restano recuperabili per un periodo limitato, diverso da servizio a servizio: il cestino di SharePoint e OneDrive e il recupero degli elementi eliminati in Exchange hanno finestre di giorni o poche settimane, e la cassetta di un utente eliminato resta disponibile solo per un certo tempo dopo la chiusura dell’account. Sono reti di sicurezza contro l’errore di ieri, non archivi.
I valori predefiniti cambiano nel tempo e con il tipo di licenza: vanno verificati sulla documentazione Microsoft e, soprattutto, sulla configurazione reale del vostro tenant.
Quando la conservazione non basta
Cancellazione scoperta tardi. Una cartella eliminata mesi prima non è più nei cestini.
Ransomware. Se i file vengono cifrati e sincronizzati, anche le versioni recenti possono essere compromesse.
Persone che escono. Alla chiusura dell’account la cassetta e i file personali seguono regole di conservazione precise: senza un piano, spariscono.
Errori di configurazione. Una regola di conservazione modificata può eliminare più di quanto si pensi.
Richieste legali o di audit. Serve poter dimostrare cosa c’era in una certa data.
Cosa fa un backup indipendente
Un backup dedicato copia posta, Teams, SharePoint e OneDrive fuori dall’ambiente Microsoft, con una cronologia lunga, ripristino selettivo di un singolo elemento e copie non modificabili, che un attacco non può cancellare. È lo stesso principio della regola 3-2-1: più copie, su supporti diversi, almeno una separata.
In ATView usiamo le soluzioni Veeam, di cui siamo partner, e verifichiamo i ripristini con prove periodiche: un backup mai provato è un’ipotesi, non una garanzia.
Come verificare in mezz’ora
Tre domande bastano a capire dove sei:
1. Se un utente cancella una cartella condivisa e se ne accorge tra sei mesi, la recuperi?
2. Se un account viene chiuso oggi, tra un anno hai ancora la sua posta?
3. Quando hai provato un ripristino l’ultima volta, e quanto è durato?
Se una risposta manca, conviene guardare la configurazione del tenant prima di comprare qualsiasi cosa.
Domande frequenti
Il backup di Microsoft 365 è obbligatorio?
Nessuna norma impone lo strumento. Il GDPR chiede però misure adeguate al rischio, e la disponibilità dei dati è una di queste: come dimostrarla è una scelta dell’azienda.
Basta sincronizzare i file su un computer?
No: la sincronizzazione replica anche le cancellazioni e le cifrature. È una copia, non un backup.
Dove vengono conservate le copie?
Si può scegliere: un’infrastruttura dedicata, un altro cloud o entrambi. Vanno decisi anche durata della cronologia e luogo di conservazione dei dati.
Il tuo Microsoft 365 è protetto?
Guardiamo insieme accessi, condivisioni e backup, e ti diciamo cosa sistemare per primo.
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