Cloud · 6 min di lettura · aggiornato a settembre 2026

Microsoft 365 fa già il backup dei dati?

Microsoft garantisce che il servizio funzioni e conserva per un certo periodo ciò che viene eliminato. Non è la stessa cosa di un backup: per recuperare dati cancellati da tempo, cifrati da un ransomware o persi con un account chiuso serve una copia indipendente.

  • Microsoft protegge il servizio, non i tuoi errori
  • Cestini e conservazione hanno limiti di tempo
  • Il modello è a responsabilità condivisa
  • Un backup esterno copre cancellazioni, ransomware e uscite

Cosa garantisce Microsoft

Microsoft garantisce che il servizio sia disponibile e che l’infrastruttura non perda dati per guasti propri: replica i dati tra data center e mantiene continuità operativa. È il modello a responsabilità condivisa: il fornitore risponde del cloud, il cliente risponde di ciò che ci mette dentro, cioè dati, identità e configurazioni.

Cosa conserva, e per quanto

Gli elementi eliminati restano recuperabili per un periodo limitato, diverso da servizio a servizio: il cestino di SharePoint e OneDrive e il recupero degli elementi eliminati in Exchange hanno finestre di giorni o poche settimane, e la cassetta di un utente eliminato resta disponibile solo per un certo tempo dopo la chiusura dell’account. Sono reti di sicurezza contro l’errore di ieri, non archivi.

I valori predefiniti cambiano nel tempo e con il tipo di licenza: vanno verificati sulla documentazione Microsoft e, soprattutto, sulla configurazione reale del vostro tenant.

Quando la conservazione non basta

Cancellazione scoperta tardi. Una cartella eliminata mesi prima non è più nei cestini.

Ransomware. Se i file vengono cifrati e sincronizzati, anche le versioni recenti possono essere compromesse.

Persone che escono. Alla chiusura dell’account la cassetta e i file personali seguono regole di conservazione precise: senza un piano, spariscono.

Errori di configurazione. Una regola di conservazione modificata può eliminare più di quanto si pensi.

Richieste legali o di audit. Serve poter dimostrare cosa c’era in una certa data.

Cosa fa un backup indipendente

Un backup dedicato copia posta, Teams, SharePoint e OneDrive fuori dall’ambiente Microsoft, con una cronologia lunga, ripristino selettivo di un singolo elemento e copie non modificabili, che un attacco non può cancellare. È lo stesso principio della regola 3-2-1: più copie, su supporti diversi, almeno una separata.

In ATView usiamo le soluzioni Veeam, di cui siamo partner, e verifichiamo i ripristini con prove periodiche: un backup mai provato è un’ipotesi, non una garanzia.

Come verificare in mezz’ora

Tre domande bastano a capire dove sei:

1. Se un utente cancella una cartella condivisa e se ne accorge tra sei mesi, la recuperi?
2. Se un account viene chiuso oggi, tra un anno hai ancora la sua posta?
3. Quando hai provato un ripristino l’ultima volta, e quanto è durato?

Se una risposta manca, conviene guardare la configurazione del tenant prima di comprare qualsiasi cosa.

Domande frequenti

Il backup di Microsoft 365 è obbligatorio?

Nessuna norma impone lo strumento. Il GDPR chiede però misure adeguate al rischio, e la disponibilità dei dati è una di queste: come dimostrarla è una scelta dell’azienda.

Basta sincronizzare i file su un computer?

No: la sincronizzazione replica anche le cancellazioni e le cifrature. È una copia, non un backup.

Dove vengono conservate le copie?

Si può scegliere: un’infrastruttura dedicata, un altro cloud o entrambi. Vanno decisi anche durata della cronologia e luogo di conservazione dei dati.

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